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lunedì 2 settembre 2013

UN'IDEA AFFASCINANTE: IL CAFFE' LETTERARIO

Oggi voglio affrontare un tema a me molto caro, uno dei miei pallini, un piccolo sogno che conto di realizzare molto presto e nella mia città natale.
Sto parlando del cosiddetto "Caffè Letterario", un incrocio spesso ben riuscito tra cultura enogastronomica e letteraria.
Matrimonio che quasi sempre si è rivelato solido e vincente e che non è una scoperta dei nostri giorni. Anzi.
Già più di un secolo fa nasceva e si diffondeva in tutto il continente europeo la moda dei caffè letterari. Allora erano gli artisti che normalmente li popolavano  per scambiarsi esperienze, commenti e idee. Il popolino se ne stava alla larga, quasi impaurito dalla presenza, in questi ritrovi, di quegli "strani personaggi".
Oggi, invece, ritorna questa tendenza per porsi come alternativa alle spersonalizzanti realtà virtuali. E rende anche molto bene, vista l’enorme successo di quelli esistenti.
Ma cos'è un caffè (o bar che dir si voglia) Letterario?
In pratica è un locale a metà tra il classico bar e la biblioteca, ma dell’unione degli elementi nasce un prodotto del tutto nuovo, molto più accattivante e multiforme.
Un posto dove l’arte di ogni genere la fa da padrona. Qui studenti ed artisti di ogni tipo espongono le loro idee per farsi conoscere. Che si tratti di pittori, scultori, poeti o scrittori, o semplici appassionati, questi si recano nei caffè letterari anche per allietare la clientela con il loro intrattenimento.
Il caffè letterario quindi non è un semplice bar. E non è nemmeno una semplice biblioteca. Ma nemmeno l’unione dei due elementi.
E' un'atmosfera, è una sensazione, è sicuramente un posto dell'anima.
E può coinvolgere diverse generazioni di anime sensibili, perché all'odore del caffè e alla carta stampata, si può unire quello del buon vino e della tecnologia più avanzata, creando a fianco della classica parte libraria, postazioni internet e lettori multimediali per i clienti - soci.
Insomma il caffè letterario è un locale dove allo stare insieme, tipico dei bar, e al piacere di preparare cocktail dietro al bancone, si puó unire un grande amore per i libri, per la cultura e, spesso, per un profondo senso etico e solidale.
Per aprire un caffè letterario, occorre ricordare la doppia anima del progetto e seguirne i due iter : bar – libreria. In realtà gli oneri burocratici non sono eccessivi.
La legislazione è sempre favorevole all’imprenditoria, soprattutto tra i giovani,  ed è quindi orientata nel senso di una massima liberalizzazione. Basterà quindi iscriversi alla Camera di Commercio territorialmente competente e aprire la partita IVA  con una comunicazione unica con cui si dichiara l’inizio dell’attività nel settore prescelto. Sarà poi la stessa Camera a fare le necessarie comunicazioni all’INPS all’INAIL ed alla Agenzia delle entrate. Per aprire un bar, in più occorre eseguire qualche altro passo. Si tratta pur sempre di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande che come tale richiede l’autorizzazione dei Vigili del fuoco e l’HACCP per garantire l’igiene degli alimenti.
I locali destinati alla preparazione e alla somministrazione di alimenti e bevande inoltre dovranno possedere i requisiti previsti dai regolamenti sanitari di zona . L’ASL del posto potrebbe emettere un parere al riguardo per metterci al sicuro da eventuali future  sanzioni.
Dal punto di vista creativo, poi, rifornire la libreria dei prodotti più interessanti per il pubblico a cui è rivolta l'offerta, aiuterà ad infoltire la clientela. A tale scopo può essere utile affidarsi ai rappresentanti di case editrici.
Gli ordini ai distributori si fanno dai cataloghi che ci mettono a disposizione, in cui sono presenti anche titoli che usciranno fra alcuni mesi. Comprandoli (difficile che una libreria abbia meno di 8/10.000 titoli) ci renderemo conto che il margine fra il prezzo di copertina a cui dobbiamo vendere e i prezzi di acquisto non sono purtroppo molto ampio, di solito dal 20 al 30% del prezzo di copertina, sempre di più, comunque di quelli che percepisce l'autore del libro...
Ma questa è una spesa che, a mio avviso, si può dilazionare nel tempo e cominciare anche solo con 20\30 libri, magari posseduti in proprio o raccattati tra amici e parenti.
Ogni mese poi la biblioteca si arricchirà di nuovi titoli che sceglierete in base all'indirizzo culturale che volete imprimere al locale.
Se il locale è in una zona universitaria, sarà opportuno procurarvi i principali testi delle diverse facoltà presenti.
Per il bar sarà spettacolare una piccola ma fornitissima enoteca pensando a proposte gastronomiche in linea con un pubblico che si immagina raffinato ma nel contempo anticonformista.
L’estetica dovrà essere molto curata e raffinata, considerando l’estrazione  sociale del pubblico a cui si rivolge l'offerta del bar.
Fondamentale infine è la scelta della giusta zona in cui aprire un caffè letterario. Vicino ai posti frequentati dagli studenti universitari, magari di letteratura, sarebbe perfetto, ma anche nelle piazze di città medio piccole gremite di gente . Da mettere in conto anche un’area  per ospitare possibili  esposizioni di tele o manufatti di artisti in erba. Perfetto sarebbe anche uno spazio giardino interno da sfruttare tutto l'anno.
Un’idea molto remunerativa sarebbe quella di organizzare eventi appositi e pubblicizzati per far conoscere un artista; contemporaneamente si farebbe conoscere anche il locale.



ALCUNI BAR LETTERARI IN ITALIA
Nella bellissima Lecce, davvero la Firenze del sud, come la chiamano, abbiamo trovato un caffè letterario chiamatoCaffè letterario”, poca fantasia nel nome ma tantissima nell’arredamento e nelle attività, tanto da sembrare molto di più di un bar con dei libri dentro, ma un vero centro di iniziative.
Facendo un salto sulla nostra Italia atterriamo a Trento, dove troviamo il “Bookique” carino nel nome e negli ambienti un po’ nordici, e pieno di belle idee, ancora una volta si capisce come un locale di questo tipo deve essere una fucina di idee, di eventi e di energie, alla larga la pigrizia!
Più prestigioso, ma anche più “istituzionale” appare il Caffè degli Atellani, all’interno della mediateca di Santa Teresa a Milano.
A Genova, con una atmosfera davvero carina e rilassante, troviamo la Passeggiata Librocaffè mentre, molto “rivoluzionario” nello spirito ma dal cuor gentile con spazi dedicati a mamme e bambini e con baristi non professionisti ma di grandissimo cuore troviamo, a Firenze, la Citè, un vero punto di riferimento per i ragazzi della città.
Farci un giro prima di aprire il nostro locale può essere un valido aiuto, come continuare a seguire il nostro blog...
Alla prossima!
Pietro

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